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Gli ultimi 2 volumi che completano l'ed. dell'epistolario di Silvio Pellico

Lettere a Vincenzo Gioberti (1843-1845)
 
 
 
 
Tornato nel 1830 dalla prigionia a Torino e agli affetti familiari Silvio Pellico conoscerà tra gli amici del fratello minore Francesco, allora sacerdote diocesano, un giovane prete di idee liberali, Vincenzo Gioberti, che, tuttavia, perderà di vista tre anni dopo, quando Gioberti verrà arrestato, rilasciato dopo una breve detenzione e costretto quindi all’esilio. Nel 1843 questo silenzio e questa distanza verranno interrotti dalla dedica che Gioberti farà del suo “Primato” proprio a Pellico, una dedica, che esprime una notevole ammirazione per l’uomo e per lo scrittore, una lode, quasi “eccessiva” che finirà per esporre e direi quasi mettere in imbarazzo un uomo in fondo timido e riservato come il Pellico, dedito in quel periodo più alle opere di beneficenza che alla scrittura, come segretario e collaboratore della marchesa Giulia Falletti di Barolo.
 
 
Lettere agli ex compagni di carcere Seconda ed.
 
 
 
 
Costretto ad otto lunghi anni di silenzio (ai detenuti chiusi nello Spielberg era vietata, infatti, ogni corrispondenza) il Pellico percepisce la possibilità di riprendere gli scambi epistolari come uno dei segni del proprio ritorno alla vita. Consapevole tuttavia della delicatezza della propria posizione preferisce non affidare alla posta le lettere destinate agli ex compagni di prigionia e in particolare all’ex compagno di cella Piero Maroncelli. (dall’introd.)
 
COVER: l’interno del carcere dello Spielberg dal sito del museo della prigione: http://www.spilberk.cz/ Elaborazione grafica della copertina a cura di Cristina Contilli

Pubblicato il 1/9/2010 alle 15.4 nella rubrica Diario.

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